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L'origine divina dei giochi 

thot.jpg (21652 byte)Secondo un'antichissima leggenda, il primo creatore di giochi fu nientemeno che il dio Thot, venerato nell'antico Egitto come custode del sapere, ideatore della scrittura e dei numeri, nonché maestro delle arti magiche. La leggenda in questione è quella che narra della nascita di Iside e Osiride, due dei cinque figli di Geb, dio della Terra e Nut, dea del cielo, sulla quale pendeva una terribile maledizione, scagliata dal supremo dio sole Ra per impedirle di partorire "in qualsiasi giorno dell'anno". Fortunatamente per Nut, Thot escogitò un astuto stratagemma: inventò un gioco, sfidò la Luna e vinse il fuoco magico da lei gelosamente custodito, grazie al quale poté creare cinque nuovi giorni da aggiungere ai 360 nei quali era suddiviso l'anno. In questi giorni supplementari, al di fuori del calendario, Nut mise al mondo i suoi figli. Purtroppo, la leggenda non dice molto sull'invenzione di Thot, quindi non sappiamo se si trattasse di un gioco di abilità oppure di semplice fortuna, ma questo è solo un particolare. L'aspetto fondamentale della storia è che gli antichi conoscevano molto bene la pratica del gioco e il fatto che ne avessero attribuito l'invenzione a una delle loro divinità significa che doveva ricoprire un ruolo importante nella loro vita. Sicuramente, attribuivano al gioco poteri magici e ne utilizzavano i componenti come strumento divinatorio. Il posizionamento delle pedine sul tavoliere o i punteggi ottenuti lanciando conchiglie, bastoncini e ossa erano letti come presagi di buona o di cattiva sorte, anche se, con il passare del tempo, il gioco ha progressivamente perso la sua funzione rituale per trasformarsi in un semplice passatempo. Allo stato attuale delle nostre conoscenze, non possiamo dire con esattezza in quale epoca si sia verificata questa trasformazione, quindi, ogni volta in cui vengono ritrovati pezzi che potrebbero essere stati parte di un gioco, non sappiamo se ci troviamo di fronte ad uno strumento divinatorio oppure ad un gioco vero e proprio.Tavoliere El-Mahasna.jpg (17791 byte)
E' il caso di un piccolo tavoliere risalente al 3.300 a.C., suddiviso in tre file da sei caselle e corredato da 11 pezzi conici ritrovato a El-Mahasna, località situata a pochi chilometri da Abido in Egitto, la cui straordinaria somiglianza con tavolieri da gioco di epoca più recente autorizza molti studiosi a considerarlo come la prima vera testimonianza di uno strumento destinato al puro e semplice divertimento.

 

 

dal sito di EditriceGiochi

Ultimo aggiornamento: 03/07/2006 - Per suggerimenti e contributi: E-mail

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