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Secondo
un'antichissima leggenda, il primo creatore di giochi fu
nientemeno che il dio Thot, venerato nell'antico Egitto come
custode del sapere, ideatore della scrittura e dei numeri,
nonché maestro delle arti magiche. La leggenda in questione
è quella che narra della nascita di Iside e Osiride, due
dei cinque figli di Geb, dio della Terra e Nut, dea del
cielo, sulla quale pendeva una terribile maledizione,
scagliata dal supremo dio sole Ra per impedirle di partorire
"in qualsiasi giorno dell'anno". Fortunatamente
per Nut, Thot escogitò un astuto stratagemma: inventò un
gioco, sfidò la Luna e vinse il fuoco magico da lei
gelosamente custodito, grazie al quale poté creare cinque
nuovi giorni da aggiungere ai 360 nei quali era suddiviso
l'anno. In questi giorni supplementari, al di fuori del
calendario, Nut mise al mondo i suoi figli. Purtroppo, la
leggenda non dice molto sull'invenzione di Thot, quindi non
sappiamo se si trattasse di un gioco di abilità oppure di
semplice fortuna, ma questo è solo un particolare.
L'aspetto fondamentale della storia è che gli antichi
conoscevano molto bene la pratica del gioco e il fatto che
ne avessero attribuito l'invenzione a una delle loro
divinità significa che doveva ricoprire un ruolo importante
nella loro vita. Sicuramente, attribuivano al gioco poteri
magici e ne utilizzavano i componenti come strumento
divinatorio. Il posizionamento delle pedine sul tavoliere o
i punteggi ottenuti lanciando conchiglie, bastoncini e ossa
erano letti come presagi di buona o di cattiva sorte, anche
se, con il passare del tempo, il gioco ha progressivamente
perso la sua funzione rituale per trasformarsi in un
semplice passatempo. Allo stato attuale delle nostre
conoscenze, non possiamo dire con esattezza in quale epoca
si sia verificata questa trasformazione, quindi, ogni volta
in cui vengono ritrovati pezzi che potrebbero essere stati
parte di un gioco, non sappiamo se ci troviamo di fronte ad
uno strumento divinatorio oppure ad un gioco vero e proprio.
E' il caso di un piccolo tavoliere risalente al 3.300 a.C.,
suddiviso in tre file da sei caselle e corredato da 11 pezzi
conici ritrovato a El-Mahasna, località situata a pochi
chilometri da Abido in Egitto, la cui straordinaria
somiglianza con tavolieri da gioco di epoca più recente
autorizza molti studiosi a considerarlo come la prima vera
testimonianza di uno strumento destinato al puro e semplice
divertimento.
dal sito di
EditriceGiochi
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