Lascerò la scrivania ai ragazzi. E i libri? Non posso né leggerli di nuovo né buttarli via. Ho perso abbastanza tempo con la faccia immersa in una pagina, in parte per dovere, in parte per piacere, in parte per cercare quel nutrimento che solo un essere vivente può darti. Spesso, quando ero giovane, commettevo l'errore di cominciare un libro dall'inizio e di leggerlo fino alla fine.

Che cosa mi rende maggiormente perplesso? Il fatto che da dieci anni lotto con le stesse domande e ossessioni, e con le stesse monotonie e inutili risposte, senza aver riscontrato un progresso nella comprensione né il minimo sollievo dal bisogno di comprendere, come un topo in una ruota. Come posso superare tutto ciò? Sto andandomene. Un fallimento è un varco, è una via di fuga. Questo è già qualcosa.

da Nell'intimità, 1998,

Intimacy, traduzione di Ivan Cotroneo