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nato a Modica il 20 agosto 1901 morto a Napoli il 14 giugno 1968 |
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Ed è subito sera
Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera. |
E la tua veste è bianca
Piegato hai il capo e mi guardi; e la tua veste è bianca, e un seno affiora dalla trina sciolta sull'omero sinistro.
Mi supera la luce; trema, e tocca le tue braccia ignude.
Ti rivedo. Parole avevi chiuse e rapide, che mettevano cuore nel peso d'una vita che sapevo di circo.
Profonda la strada su cui scendeva il vento certe notti di marzo, e ci svegliava ignoti come la prima volta. |
Antico inverno
Desiderio delle tue mani chiare nella penombra della fiamma: sapevano di rovere e di rose; di morte. Antico inverno.
Cercavano il miglio gli uccelli ed erano subito di neve; così le parole. Un po' di sole, una raggera d'angelo, e poi la nebbia; e gli alberi, e noi fatti d'aria al mattino. |
Rifugio d'uccelli notturni
In alto c'è un pino distorto; sta intento ed ascolta l'abisso col fusto piegato a balestra.
Rifugio d'uccelli notturni, nell'ora più alta risuona d'un battere d'ali veloce.
Ha pure un suo nido il mio cuore sospeso nel buio, una voce: sta pure in ascolto, la notte. |
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In me smarrita ogni forma
Altra vita mi tenne: solitaria fra gente ignota; poco pane in dono. In me smarrita ogni forma, bellezza, amore, da cui trae inganno il fanciullo e la tristezza poi. |
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| Liriche tratte da Acque e terre, 1920-1929 | |||