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Pergioco>Pagine Personali |
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Marino Carpignano, Parole imprecise |
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Ma la vita si vive nell'attesa perduta o nell'attesa ritrovata? | (E') una scheggia di colore, il tuo silenzio, nell'iride immobile d'una biglia di vetro. | Il tuo volto. Un cuscino di note fra dita curiose. | Un lento e assonnato declino. Dov'è andata la luce di un tempo? dove i raggi del sole sulla pelle? Ora non resta che un timido sguardo alla luna. Ed anche il tramonto sembra fuggire ai ricordi. |
| (Le) parole. (Piccole) ancore senza (più) fuoco. | Una spiaggia. Senza bagnini. Segna bagnanti. Senza nulla. (Mi accorgo che) lo specchio che mi sta di fronte non riflette che pensieri alla deriva. E le orme sulla sabbia, e la sabbia fra le dita, sono davvero così inutili! | Agitarsi. Ancora. Fra le canne di una palude. E alla sera il silenzio. Mi guardo le dita. I solchi sulla pelle. A che serve? | Negli occhi di una gatta vorrei trovare l'agro profumo della mia donna e forse l'illusione di un intimo legame ci farebbe tutt'e tre meno ciechi. | Una fiamma nel buio. Malinconia di candele. L'inizio si confonde con la fine. E resta solo quella luce, la tua luce, nell'eterno presente. |
| L'arte. Un pallone frenato di parole imprecise. | Crediamo di capirci. E diciamo amore. Ci crediamo complici. Ma siamo illusi. Ci crediamo noi. E siamo altri. E' un lungo viaggio, il nostro. Fuori da sé. Verso gli altri. Le loro immagini. Gli specchi. Il nulla. | Non ho più le parole per placare questa mia inquietudine. Parla tu. | Rimbalzi imprevedibili. E' una palla impazzita, il nostro io, nella giungla della mente. | |
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