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SNORK
- la prima linea del fumetto
Introduzione
e testi di Vincenzo Sparagna
IL MAIVISMO DI FRIGIDAIRE,
ovvero i vertici dell'arte bassa
Queste pagine sono dedicate a una forma
d'arte che solo da pochi anni, grazie agli autori qui rappresentati, è
divenuta visibile. Non perché le opere non ci fossero, ma perché non
erano state mai viste. L'ironia del manifesto "maivista"
esprimeva d'altra parte un doppio senso sociale ed estetico del concetto
di visione.
L'arte maivista è sia quella che lo sbarramento del privilegio e dello
spettacolo sociale ha effettivamente "nascosto", sia quella
che, proiettata a gran luce sullo schermo, è divenuta così abbagliante
da non permettere più la "visione".
In altri termini c'è un'arte che sta sotto gli occhi, "le opere
esistono", ma che non vediamo, "non sono state mai
viste". Dobbiamo dunque imparare a "vederle", nel senso
di accettare la "mobilità sociale" dell'arte e l'incursione
di un diverso immaginario su quello "accademico" e
"prevedibile". Dobbiamo incoraggiare l'imprevisto estetico che
viene dal "basso". E dobbiamo anche accettare l'imprevisto che
viene dall'"altrove".
L'imprevisto che ci sembrava di conoscere già, di aver catalogato e
incasellato in qualcosa.
È destino particolarissimo, e affascinante, del fumetto, questa
categoria estetica della riproducibilità assoluta, che esiste solo in
funzione di un trucco scenico.
Qui gli attori recitano di profilo in modo che il loro naso domini la
scena. Là il muscolo del braccio è così gonfio che potrebbe
esplodere. Sullo sfondo case, cortili, giardini, campagne innevate,
cavalli e cammelli, navi e gomene, aerei e macchine della squisitezza,
esseri che non sono, come dice Scozzari, che "macchine a
molla", come me, come voi, come tutti.
Prima con Cannibale, prepotentemente fondato da Stefano Tamburini nel
'77, trascinandovi dentro il meglio del nuovo fumetto mondiale (Scozzari,
Pazienza, Liberatore, Mattioli); poi con Frigidaire e la sua sterminata
serie di "filiazioni editoriali" (Frìzzer, Tempi
Supplementari, Vomito, Il Lunedì della Repubblica) questa ricerca (che
trovò un suo momento di esplosiva convergenza già su "Il
Male" tra il '78 e l' '80) è andata diventando da
progetto/provocazione sequenza estetica costruttiva, progetto e
mutamento reale di scenari concreti.
È la scoperta che l'arte può uscire dal suo "territorio" se
vuole esplorare le sue latitudini più lontane.
In questa vicenda di gruppo e d'ambiente, dominata da figure
auto-affermative (come, al limite, me medesimo), dove il giudizio
estetico tradizionale è respinto o sospeso, perché indifferente al
contenuto individualissimo dell'approccio all'immagine, si può anche
cercare l'ancoraggio all'arte "bassa" del comic d'evasione, ma
è un ancoraggio difficile e forzato.
Liberatore s'innalza ben oltre il bravissimo Corben e aspira alla
potenza trasgressiva di Michelangelo.
Scozzari non insegue l'espressionismo di Grosz o di Dix, poiché lo ha
"digerito" ab ovo, dal profondo dei suoi influssi
sull'immaginario fumettistico americano e fantascientifici.
Mattioli non è un replicante di Disney, ma una sua intelligente
"creatura incarnata", un suo acutissimo "ri/creatore".
Infine Pazienza, l'indimenticabile Paz, non crea né la perfezione, né
il consenso: li possiede come un al di qua della poesia, un al di qua
dell'estetica, anche nei ritratti da bar, anche nelle caricature
paradossali della parodia disegnativa.
E Stefano Tamburini, figura centrale e 'storicamente fondativa" di
tutta questa storia "maivista", è un architetto del
bricolage, un costruttivista della pagina che incasella e traduce in
unico flusso linguistico la diversità del segno e del segnale "maivista".
L'arte di Frigidaire, racogliendo in questa sigla questa prima linea
post 1977 e pre 2000, è stata per me il punto di raccordo della mia
passione per il disegno con la mia passione per la parola.
In questo ciclo ho scoperto che eravamo tutti solissimi e
insostituibili, ma anche confusi sulla scala di una sfida, sul filo di
un abisso.
E in questo purgatorio paradisiaco e infernale, a mezza strada tra la
vetta fredda e inutile dell'archeologia artistica e il rantolare del
vento nelle umide spelonche dell'underground, abbiamo scoperto che non
bastava e non basta dire che "il fumetto è arte", né bastava
"alludere" all'accademia per rendere "artistico" un
fumettino volgarino volgarino (destino crudelmente poco
"carino" di tanti valvolini tardofuturisti, tantofiloturisti).
No. L'invenzione è una traccia dolorosa che s'incide dolcemente nelle
coscienze e ritorna, senza più né padre, né madre, né etichette,
nell'universo misterioso e buio, ma non cieco, dei sogni di tutti i
nostri simili, dall'Ovest all'Est, dal Nord al Sud del pianeta Terra.
Vincenzo Sparagna
Snork - Supplemento autonomo de "Il Lunedì della Repubblica"
n.22
24 giugno/7 luglio 1991
MANIFESTO
DELLA PITTURA MAIVISTA
Noi Certificati Artisti Maivisti
sopportiamo che:
Tutta l'arte rifà il verso a se stessa.
L'Arte vera è quella Maivista.
"(...) Il Maivismo è tensione verso il fugace, labile apparizione
onirica, come gli affreschi romani scoperti durante gli scavi della
metropolitana, e che al primo contatto con l'aria si sono Dissolti"
(Nardella).
Avevate mai visto le pitture del maestro Vincenzo Sparagna?
Sicuramente no. E non certo per l'esiguità della produzione,
che è vastissima. Ma perché le opere non venivano viste!
"(...) Maivismo è l'underground che si cela alla vista, il
promuoversi
per poi negarsi, tanto più che, oltreché promuoversi, non si è fatto
quasi niente" (Nardella).
L'Arte Maivista è tutta l'arte che non avete visto mai e che potete
invece da oggi vedere sulle riviste qualificate Maiviste che per le loro
(le riviste maiviste) caratteristiche peculiari resistono pochissimo
all'occhio di chi le sfoglia, e che per raggiungere questo obiettivo si
sacrificano di essere bruttissime.
Un'opera, non appena vista, diventa Giavista* - Perché resti almeno
Pokovista** è fondamentale che:
Non tiri l'occhio - Non attragga e non repella - Non suggestioni,
evochi, scateni i ricordi - Non si capisca - Non denunci, provochi,
ammetta - Non abbia tempo né età - Non abbia un fine - Non abbia
una fine - Non! Non! Non!
Sia del maestro Vincenzo Sparagna***
Venga recensita da Andrea Pazienza****
Somigli a questo manifesto.
Roma aprile 85 - Noi Certificati
Artisti Maivisti
Vincenzo Sparagna e Andrea Pazienza
Note al Manifesto della Pittura
Maivista.
* Gustav Giavosky (1903-1990) Fondatore
della Pittura Giavista.
** Jack Francisco Pokovski (1961-1968) Iniziatore della pittura
Pokovista.
*** Vincenzo Sparagna (1951-...) il massimo del Maivismo.
**** PAZ (....). l'imprinter del Maivismo.
Snork - Supplemento autonomo de "Il Lunedì della Repubblica"
n.22
24 giugno/7 luglio 1991
dal sito
www.frigomag.it |