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Duodecim Scripta

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Giochi di tavoliere astratti:    Legenda    Elenco alfabetico          Autori      
Introduzione e regole
Duodecim Scripta
Introduzione
Il Duodecim Scripta è un gioco di percorso praticato nell'antico Impero Romano, affine al Gioco Reale di Ur ed all'attuale Backgammon. E' noto anche come Ludus Duodecim Scriptorum, Ludus Duodecim Scripta, Gioco delle dodici linee o anche come Gioco delle dodici lettere. Le "dodici linee" del nome si riferiscono, probabilmente, alla prima versione del gioco; nel 1887 è stato infatti rinvenuto a Palestrina, nei pressi di Roma, uno specchio d'argento risalente al 200 a.C., sul cui retro è disegnata una scena di gioco: il tavoliere è costituito da dodici linee, che a loro volta potrebbero essere divise orizzontalmente in modo da determinare trentasei posizioni.
Anche di questo gioco ci restano molti tavolieri, perlopiù marmorei, ma non le regole, che sono state ricostruite sulla base di diverse fonti, spesso frammentarie. Sono stati ritrovati tavolieri (o tabulae lusoriae) incisi nelle tabernae, nel foro, nel circo, ecc., caratterizzati quasi sempre dall'incisione di sei gruppi di sei lettere: in alcuni casi le lettere sono tutte uguali fra loro (a volte vengono utilizzati semplicemente dei simboli astratti o anche dei simboli erotici); in altri casi le lettere formano parole che a loro volta compongono frasi scherzose, un po' come i motti che si ritrovano sugli assi delle carte regionali italiane. Fra le frasi ritrovate sui tavolieri citiamo: VENARI LAVARI / LUDERE RIDERE / OCCEST VIVERE; LEVATE DALOCU / LUDERE NESCIS / IDIOTA RECEDE; VIRTUS IMPERI / HOSTES VINCTI / LUDANT ROMANI; INVIDA PUNCTA / IURENT FELICE / LUDERE DOCTUM; VINCER EFATUS / SENSUS DOCUIT / TABULA LUDERE; SITIBI TESSEL / LAFAVE TEGOTE / STUDIO VINCAM; TABULA DOCTIS / BELOCI LUSORI / DICCTE LAUDES; VICTUS LEBATE / LUDERE NESCIS / DALUSO RILOCU; TABULA CIRCUS / BICTUS RECEDE / LUDERE NESCIS; VICTOR IPALMA / VICTUS SURGAT / LUDERE NESCIS; STUPET TURDUS / CANTAT MERULA / CAPTAT AUCEPS; ABEMUS INCENA / PULLUM PISCEM / PERNAM PAONEM (quest'ultimo è un vero e proprio menù della taberna). Scritte analoghe si trovano sui turricula, una sorta di bussolotti per il lancio dei dadi.
I tavolieri con le lettere ci aiutano a capire le modalità di svolgimento del gioco: uno di questi, ritrovato a Ostia, è costituito da una sequenza alfabetica: CCCCCC / BBBBBB / AAAAAA / AAAAAA / DDDDDD / EEEEEE. Le pedine entrano in A, muovono verso i gruppi di B, C e D, ed iniziano l'uscita dal tavoliere quando hanno tutte raggiunto il gruppo di E. Le pedine sono di forma discoidale, in modo da poterle impilare: Harold James Ruthven Murray (A History of Board Games Other Than Chess, 1951) sostiene che tale forma sia dovuta ai Greci e che il Duodecim Scripta potrebbe essere lo stesso gioco che i Greci chiamano Grammai o Diagrammismos.
Le lettere incise rappresentano le caselle e su di esse si muovono le pedine (presumibilmente 15) il cui movimento viene decretato dal lancio di tre dadi. Le lettere (e quindi le parole delle frasi) sono disposte su tre file; successivamente il gioco si evolve passando a soltanto due file di case, dando così origine al gioco della Tabula, che si avvicina maggiormente all'odierno Backgammon. Secondo Giampaolo Dossena (Giochi da tavolo, 1984) è possibile che sotto nomi diversi (Duodecim Scripta, Alea, Tabula) ci si sia riferiti a un unico gioco, o anche che sotto un unico nome ci si sia riferiti a giochi diversi.


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Ultimo aggiornamento: 06/08/2017
 
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