Mehen - PerGioco.net

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Mehen

Giochi > Giochi di tavoliere astratti > Dalla A alla Z > L-M > Med-Mut
Giochi di tavoliere astratti:    Legenda    Elenco alfabetico          Autori      
Introduzione e regole
Introduzione
Il Mehen è in assoluto il gioco di tavoliere più antico che si conosca. Si può far risalire all'antico Egitto e in particolare al periodo della III Dinastia (2868-2613 circa avanti Cristo). Il suo nome deriva dalla parola che in geroglifico può essere letta come mhn, il cui significato è "serpente arrotolato". E in effetti il tavoliere di questo gioco ha proprio questa forma. Una delle rappresentazioni più antiche è quella rinvenuta a Saqqara, nella tomba di Hesy. Qui oltre al tavoliere sono raffigurate sei pedine con la testa di leone e sei pietre sferiche probabilmente utilizzate come strumento di scommessa. Altri scavi archeologici hanno portato alla luce molti tavolieri di Mehen; alcuni sono dotati di un supporto centrale che li rende simili a un vero e proprio tavolo da gioco, altri hanno un foro per poterli appendere al muro. Molti hanno lo svolgimento della spirale in senso antiorario e pochi in senso orario; tutti hanno invece la testa del serpente al centro del tavoliere. Sono stati trovati alcuni tavolieri con poco più di quaranta caselle, altri con ottanta e più caselle. Per lo svolgimento del gioco non conta il numero delle caselle; inoltre la variabilità del loro numero non può che far escludere un significato simbolico delle singole case: non sono quindi rappresentati i giorni di un mese o di una fase lunare né altri elementi che possano essere ricondotti al rapporto tra la componente ludica e quella magica o divinatoria. In alcuni casi oltre al tavoliere, le pedine e le pietre, sono stati trovati dei bastoncini (utilizzati come dadi a due facce).
La diffusione del gioco si riduce progressivamente fino a scomparire del tutto attorno al 2300 avanti Cristo. Successivamente riappare in altre aree del Mediterraneo, come, ad esempio, a Cipro nel 2000 a.C.. Assai accreditata è l'ipotesi che il Mehen fosse un gioco rituale da riservare ai defunti. Il defunto, in sostanza, giocava contro il serpente: se avesse vinto la partita, si sarebbe protetto dal suo morso velenoso. Questa congettura è confermata dalla formula 172 del Libro dei Morti. Non a caso il gioco è spesso presente all'interno delle tombe. Nella mitologia egizia il serpente che si mangia la coda era il simbolo dell'eternità.
Il gioco è conosciuto anche con il nome di Serpente arrotolato. Le regole sono pure illazioni basate su dati di fatto di carattere archeologico, che tuttavia sono privi di testimonianze scritte. Le ipotesi di gioco più accreditate sono quelle avanzate da Timothy Kendall.
Un gioco che sembra derivare dal Mehen è il Sig (o Sik), praticato ancora oggi da alcune tribù della Mauritania. Un altro gioco sicuramente legato al Mehen è il gioco della Iena, oggi praticato dai beggara, tribù araba del Sudan.
La particolare forma del tavoliere del Mehen non può non far ricordare il disco di Festo, oggetto ancora indecifrato, ma che alcuni studiosi ritengono possa essere stato un gioco vero e proprio.
Inviaci un messaggio!





Ultimo aggiornamento: 27/04/2017
 
Torna ai contenuti | Torna al menu