Scacchi - PerGioco.net

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Scacchi

Giochi > Giochi di tavoliere astratti > Dalla A alla Z > R-S > S-Sha
Giochi di tavoliere astratti:    Legenda    Elenco alfabetico          Autori      
Introduzione e regole
Introduzione
Il gioco degli Scacchi deriva dal gioco indiano Chaturanga, praticato sul tavoliere dell'Ashtapada fin dal IV secolo d.C. Il Chaturanga prevede quattro schieramenti alleati due a due, ciascuno dei quali dispone in campo uno shah, un elefante, un carro da guerra, un cavallo, quattro pedoni; la scelta del pezzo da muovere è affidata al lancio di un dado. Quando il gioco d'azzardo viene vietato il dado viene abolito e gli eserciti alleati si uniscono in un'unica compagine; il secondo shah di ogni giocatore diventa primo ministro. Il nuovo gioco, il Chatrang, è già molto simile agli Scacchi moderni: i due schieramenti si affrontano con sedici pezzi ciascuno, fra cui otto pedoni ed uno shah da mettere sotto scacco matto per poter vincere la partita. Il gioco praticato in Persia viene ridenominato Shatranj dagli arabi che lo diffondono nel mondo ed in particolare in Europa, a partire dalla Spagna e dall'Italia. In Spagna lo "shatranj" diventa ajedrez, in Portogallo xadrez, in Grecia zatrikion, mentre nel resto d'Europa si diffonde il termine persiano shāh, dal quale deriva anche l'italiano Scacchi.
Inizialmente le regole europee non differiscono dallo Shatranj, caratterizzato da una scacchiera senza colori e da regole che rendono il movimento dei pezzi piuttosto lento: il primo ministro (la donna nella successiva evoluzione) muove diagonalmente di una sola casa; l'elefante (poi alfiere, o vescovo in inglese o folle in francese) muove solo di due case in diagonale potendo però saltare gli altri pezzi come il cavallo; i pedoni muovono sempre di una sola casa e promuovono sempre a primo ministro; infine gli altri pezzi muovono secondo le regole odierne; non esiste l'arrocco.
Nel corso dei secoli prevale la necessità di velocizzare il gioco e vengono così adottati movimenti più veloci, soprattutto per alfiere e donna, e si adottano altre variazioni alle regole originarie: nel "Libro de los Juegos" di re Alfonso X di Castiglia detto il Saggio (1283), il movimento dei pezzi presenta già alcune novità, con la donna più mobile. Alla fine del XV secolo in Italia e in Spagna vengono definitivamente fissate le regole moderne del gioco, ovvero viene creata una variante che si impone sugli altri sistemi di gioco: i pedoni hanno l'opzione di avanzare di due caselle al momento della loro prima mossa, con la conseguente opzione per l'avversario di mangiare en passant; gli alfieri possono muoversi lungo tutto una diagonale libera (invece di essere limitati a muoversi obbligatoriamente di due case diagonali) e perdono la possibilità di saltare gli altri pezzi; la donna, su suggestione, pare, della figura di Isabella di Castiglia, sostituisce definitivamente la precedente figura del primo ministro: può muoversi in tutte le direzioni senza limitazione di distanza, il che la rende il pezzo più potente presente sulla scacchiera.

Inviaci un messaggio!





Ultimo aggiornamento: 25/04/2017
 
Torna ai contenuti | Torna al menu