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Giochi di tavoliere astratti:    Legenda    Elenco alfabetico          Autori      
Introduzione e regole
Introduzione
Sul retro di molti tavolieri dell'antico gioco egizio Senet, fra i quali quello di Tutankhamon, è spesso presente un altro gioco, conosciuto con il nome di Gioco delle Venti Caselle, dal numero di case che ne costituiscono la base. Il gioco viene anche chiamato Tau, che significa "ladro", oppure Aseb, parola di probabile origine babilonese, ma che non ha alcun significato preciso in egiziano. Il gioco è quasi certamente un’evoluzione del Gioco Reale di Ur con il quale condivide il numero totale di caselle e, probabilmente, la struttura regolamentare.
Se si prende il tavoliere del Gioco Reale di Ur e si "srotolano" le caselle sulla parte destra si ottiene proprio il tavoliere del Gioco delle Venti Caselle, circostanza che conferma un certo collegamento, a circa dieci secoli di distanza, tra i due giochi. La superficie di gioco di alcuni dei reperti rinvenuti non presenta alcun tipo di incisione, ma sulla maggior parte dei tavolieri ogni quattro caselle se ne trova una contraddistinta da un disegno simile a un fiore, una rosetta o a una croce, esattamente come sui tavolieri del Gioco Reale di Ur. Questa caratteristica è presente sui tavolieri rinvenuti ad Enkomi, isola di Cipro (1580 a.C.) e in Egitto (1550 a.C.).
Il gioco doveva essere per due giocatori che facevano entrare le loro pedine dai due "corridoi" esterni per poi percorrere il lungo percorso centrale, composto da dodici caselle, lungo il quale era possibile catturare le pedine avversarie costringendole a ripartire da capo. Le caselle speciali avevano probabilmente il ruolo di "rifugi" che proteggevano dalla cattura. Nel secolo scorso lo studioso Irving Finkel, conservatore del Dipartimento di Antichità Orientali del British Museum di Londra, trova e traduce una tavoletta di origine babilonese, datata 177 anni prima di Cristo, in cui con caratteri cuneiformi sono descritte la filosofia e la struttura del Gioco delle venti Caselle, ma non le regole. Finkel scopre anche che per il movimento delle pedine si usavano due astragali (piccole ossa tratte dalle zampe di un montone e di un bue).
Sono stati rinvenuti anche tre tavolieri di ventotto caselle: tale gioco viene chiamato Doppio Tau o Gioco delle Ventotto Caselle. Nemmeno di questa variante sono state ricostruite le regole.


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Ultimo aggiornamento: 22/02/2017
 
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