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(Gioco Reale di) Ur

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Giochi di tavoliere astratti:    Legenda    Elenco alfabetico          Autori      
Introduzione e regole
Introduzione
Durante una campagna archeologica sviluppatasi tra il 1922 e il 1934 nella città di Ur in Caldea (nell'odierno Iraq meridionale) nell'area pianeggiante fra il Tigri e l'Eufrate, un archeologo inglese, sir Charles Leonard Woolley, scopre quella che è forse oggi la necropoli più importante di tutto il Vicino Oriente: il Cimitero Reale di Ur. La città-Stato di Ur (la biblica Urim, oggi chiamata Tell el-Mukayyar) era l'antica capitale del regno dei Sumeri, il popolo a cui si devono l'invenzione della scrittura cuneiforme e la divisione del giorno in 24 ore di 60 minuti. Durante gli scavi nelle Tombe Reali vengono rinvenuti cinque tavolieri identici fra loro nella struttura, risalenti alla prima dinastia di Ur e databili dopo il 2560 a.C.; tre di questi tavolieri sono integri e completi di pedine e dadi da gioco, e sono oggi conservati al British Museum di Londra. La datazione dei tavolieri rende il Gioco Reale di Ur il più antico set completo di un gioco da tavolo che sia mai stato scoperto. Ur non è però il gioco più antico conosciuto, questo titolo spetta al gioco egiziano Senet, risalente al 3300 a.C., anche se un recente scavo ha portato alla luce sessanta componenti di un gioco ritrovati a Shahr-i Sokhta, un insediamento dell'età del bronzo. Seppur non si tratti di un gioco completo, la forte similitudine dei pezzi con quelli del Gioco Reale di Ur e la sua datazione (3000 a.C. circa) fa pensare che il Gioco Reale di Ur possa in realtà essere anche più antico. Sul retro delle tavole del Senet si trova spesso il tavoliere di un altro gioco di percorso imparentato col gioco di Ur: il Tau, o Gioco delle venti Caselle. Il Gioco Reale di Ur è considerato, insieme al Senet, uno dei predecessori del moderno Backgammon.
I tavolieri ritrovati da Woolley sono tutti dello stesso tipo, anche se con diversi livelli di decorazioni: in sostanza un rettangolo di 3x8 caselle, con due caselle mancanti da ognuna delle due file esterne: in totale venti caselle. In tutti i tavolieri si trovano cinque rosoni colorati in posizione fissa. Le decorazioni di ogni casella sono formate da conchiglie e da lapislazzuli incastonati tra loro. Sui fianchi si aprono alcuni cassettini, all'interno dei quali sono state rinvenute due serie di sette pedine ciascuna. La serie di colore nero è in ardesia con decorazioni in madreperla, mentre quella bianca è arricchita dall'inserimento di lapislazzuli. Alle pedine si accompagnano anche due serie di tre dadi ciascuna; sono tra i più antichi rinvenuti al mondo e possono essere datati a circa 2500 anni prima di Cristo e la loro forma non è cubica ma tetraedrica: si tratta in sostanza di piccole piramidi con quattro facce triangolari e quattro vertici; per ciascun dado due di questi vertici sono contrassegnati con un intarsio.
Sfortunatamente non è stata trovata alcuna traccia delle regole del gioco ed è proprio il tentativo di rintracciarle e ricostruirle che ha appassionato nei decenni successivi al ritrovamento studiosi delle nazioni più diverse. Una delle ricostruzioni più plausibili è quella dello storico dei giochi R. C. Bell (Board and Table Games from Many Civilizations, 1960).
Uno dei misteri ancora non svelati è quello del significato simbolico di alcuni elementi del tavoliere. Non è ancora chiaro perché il tavoliere avesse questa particolare forma. Il corridoio che collega i due blocchi di caselle ha di certo una funzione "tecnica" di strettoia, che consente un frequente incontro/scontro fra gli avversari. E' facile comunque scorgervi anche il significato di transito da un territorio ad un altro, dalla vita alla morte. Oltre alle cinque caselle con il disegno di un fiore, o rosetta, disposte simmetricamente, esistono anche:
- cinque caselle che riproducono le facce delle pedine e sembrano esprimere un valore cinque;
- cinque caselle che recano all'interno simboli circolari e a croce e sembrano esprimere un valore quattro;
- una coppia di caselle a disegno geometrico con all'interno dei valori cinque; una seconda coppia in cui viene riprodotto quattro volte il disegno delle caselle precedenti; una casella singola che sembra rappresentare una sorta di ingresso/inizio o di uscita/fine del gioco (tale ipotesi sembra trovare conforto nelle regole della Variante allungata, laddove si richiede un lancio di valore quattro per far uscire le pedine dal tavoliere).
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Ultimo aggiornamento: 13/03/2017
 
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